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	<title>Enza Gidaro</title>
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	<description>Dottoressa Enza Gidaro</description>
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		<title>Il trauma delle ospedalizzazioni precoci nei bambini: manifestazioni psicologiche e strategie di intervento.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 14:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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</div><div class="special-heading-border"><div class="special-heading-inner-border"></div></div></div><br />
<section  class='av_textblock_section av-koa03e26-f64a05ef51f515c638e7804ce1e68bd4 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p>I bambini che hanno subito, in epoca prenatale, perinatale e/o nei primi anni di vita, ospedalizzazioni precoci per procedure diagnostiche invasive, interventi chirurgici e cure specialistiche rappresentano una speciale popolazione che ha maggiore probabilità di sviluppare disturbi post traumatici anche a distanza di tempo.</p>
<p>Nella mia esperienza clinica ho avuto modo di lavorare con famiglie i cui bambini alla nascita, anziché essere accolti dal caldo abbraccio materno, sono stati prontamente trasferiti in terapia intensiva o sala operatoria per essere sottoposti a trattamenti necessari per la vita stessa.</p>
<p>In queste circostanze la relazione d’attaccamento viene interrotta e il neonato non accompagnato dal contatto e dalla voce dei genitori viene immerso in un ambiente medicale che seppur finalizzato all’osservazione e al monitoraggio dei parametri vitali scanditi da suoni e rumori delle apparecchiature non è idoneo alla sua crescita psicologica.</p>
<p>Al trauma di questa prima separazione si somma quello rappresentato dalle procedure mediche e/o degli interventi chirurgici.</p>
</div></section></p></div><div  class='flex_column av-k5def-235e73670d8c52dc962bdf3831caba88 av_one_half  avia-builder-el-3  el_after_av_one_full  el_before_av_one_half  first flex_column_div  column-top-margin'     ><section  class='av_textblock_section av-mm0pyp94-fd5f5a9544f9f88db4f66c1d811767cd '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p>Un intervento chirurgico in un neonato o in un bambino nei primi anni di vita costituisce un vero e proprio trauma! E sì, cari genitori! Non pensiate: “Tanto non ricorda, è così piccolo!” Un intervento costituisce un evento stressante per noi adulti che abbiamo la cognizione di quello che ci succede, che possiamo informarci, fare domande, figuriamoci per un bambino che appena venuto al mondo può comunicare solo con il pianto e non sa cosa gli succede intorno. La mancanza della vicinanza e dell’abbraccio rassicurante del genitore alimentano la sensazione di insicurezza e pericolo nel bambino.</p>
<p>L’ambiente ospedaliero con i colori, le luci, gli odori tipici, i suoni, i rumori e gli allarmi nonché le procedure di intervento rappresentano un insieme di informazioni che vengono immagazzinate nella memoria. L’insieme delle informazioni relative ad eventi medici come quelli a livello dell’apparato cardiocircolatorio, respiratorio, digerente, del sistema neurologico o sugli organi di senso costituiscono eventi che causano alti livelli di arousal generando disorganizzazione del sistema neuro fisiologico del bambino.</p>
<p>Tali eventi costituiscono memorie traumatiche che vengono assemblate in maniera distorta, queste esperienze stressanti non sono connesse alla memoria orientata al presente e dunque le sensazioni corporee, il dolore del corpo, le emozioni e la percezione di sé rimangono bloccate proprio come se il piccolo stesse rivivendo nel qui e ora del tempo presente l’evento traumatico del passato. Queste esperienze disregolate e bloccate, esperite precocemente, possono esitare in sintomi sensoriali, somatici e cognitivi.</p>
</div></section></div></p>
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<p>E i genitori? Come stanno in tutto questo?</p>
<p>I genitori sono spaventati, allarmati e preoccupati con un vissuto di impotenza per non riuscire ad aiutare il loro piccolo e lenirne la sofferenza.</p>
<p>L’esperienza del dolore e della paura nei genitori influenza la relazione di attaccamento e spesso il bambino apprende che non è possibile avere conforto; così, distaccato per le operazioni mediche, rimane solo nella culletta nelle terapie intensive o semi intensive in uno stato di stress e dolore fisico ed emotivo.</p>
<p>Spesso i genitori chiedono aiuto nella prima o seconda infanzia del loro bambino quando compaiono alcuni sintomi psicologici: difficoltà a regolare le emozioni, paure di vario tipo, sintomi di sollievo attraverso il corpo come la masturbazione, lamentele somatiche, alimentazione eccessiva, comportamento schizzinoso, comparsa di paure come quella dei dottori e delle visite (spesso la vista del camice, bianco o verde, rende difficile o impossibile qualsiasi controllo medico con comportamenti di fuga, opposizione, pianto, resistenza tanto che spesso i piccoli devono essere contenuti dagli adulti che agiscono in tal modo una nuova traumatizzazione). Possono insorgere anche disturbi dell’attenzione, del comportamento, dello spettro autistico.</p>
<p>Quando arriva una richiesta d’aiuto per un bimbo piccolo che ha avuto precocemente esperienze di ospedalizzazione tutto il sistema famigliare deve essere aiutato. La terapia EMDR può consentire ai genitori di elaborare l’esperienza vissuta e successivamente favorire l’elaborazione della medesima esperienza anche e soprattutto nel bambino.</p>
<p>Dobbiamo sottolineare che un’esperienza stressante viene ricordata non solo come memoria episodica a livello cerebrale, ma anche come memoria somatica a livello corporeo. Attraverso specifiche modalità terapeutiche è possibile accedere alla memoria implicita bloccata nella mente del bambino e aiutarlo a ritrovare il senso di sicurezza interno. Gradatamente, passo dopo passo i sintomi regrediscono, il bambino e il suo sistema familiare ritrovano serenità.</p>
<p>Si tratta di un percorso psicoterapeutico che deve essere co-costruito insieme ai genitori che, con l’aiuto dell’esperto, possono non solo giungere alla risoluzione del trauma ma anche e soprattutto attivare risorse psicologiche e resilienza.</p>
<p><em><strong>Bibliografia:</strong></em></p>
<ul>
<li><em><strong>Preverbal trauma and early symptom development,</strong> Ester Bar-Sadeh E., Wizansky Barbara; presentation at the EMDR Europe Conference, Strasburgo 2018.</em></li>
<li><em><strong>Small Wonders. Healing Childhood</strong>, Trauma with EMDR, Joan Lovett, M.D. Foreword by F.Shapiro, Ph.D., The Free Press, 1999, New York.</em></li>
<li><em><strong>EMDR Therapy and Adjunct approaches with children. Complex trauma, Attachment and dissociation</strong>. Ana M., Gomez, Springer Publishing Company, New York, 2013.</em></li>
</ul>
</div></section></div>
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		<title>Trattamento di un caso di Sindrome chimica multisistemica©</title>
		<link>https://enzagidaro.it/2024/04/23/trattamento-di-un-caso-di-sindrome-chimica-multisistemica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 22:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2024/04/23/trattamento-di-un-caso-di-sindrome-chimica-multisistemica/">Trattamento di un caso di Sindrome chimica multisistemica©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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</div><div class="special-heading-border"><div class="special-heading-inner-border"></div></div></div><br />
<section  class='av_textblock_section av-koa03e26-057fd2c1370d33d69fcd3110062973c4 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1">La Sindrome è una rara patologia cronica caratterizzata da una spiccata sensibilità dell’individuo a bassi livelli di tossine ambientali che normalmente non dovrebbe verificarsi. L’esposizione del soggetto a specifiche sostante chimiche presenti nell’ambiente e nell’atmosfera causa una reazione immunitaria e la comparsa di diversi sintomi.</p>
<p class="p1">Le sostanze a cui può reagire un individuo sono innumerevoli: alimenti, detergenti per il corpo e l’ambiente, sostanze chimiche, inquinanti, sostanze presenti negli oggetti di uso comune.</p>
<p class="p2">I sintomi possono manifestarsi anche con una minima esposizione alle sostanze e tutti gli apparati possono esserne colpiti.</p>
<p class="p2">I sintomi vanno dalla sensazione di bruciore agli occhi, respiro sibilante O mancanza di respiro, stanchezza/letargia, mal di testa/emicrania/vertigini, scarsa memoria e concentrazione, naso che cola, mal di gola, tosse, eruzioni cutanee e/o prurito cutaneo, sensazioni di calore e bruciore a livello cutaneo, sensibilità alla luce e al rumore, problemi del sonno, disturbi digestivi, dolori muscolari.</p>
<p class="p2">In letteratura vi sono tre opinioni sulla MCS, la prima sostiene che le persone con MCS sono malate o disturbate e il loro cervello sta facendo questo. Se si sentono male è colpa delle tossine presenti nell&#8217;ambiente e il medico o il naturopata devono insegnargli ad evitare qualsiasi stimolo dannoso. I soggetti affetti da questa sindrome devono condurre vite controllate e protette finché, possibilmente, non riescono a raggiungere una tolleranza biologica verso il loro ambiente. Se le persone sono disturbate la MCS è una manifestazione di malattia somatoforme, la depressione o il disturbo d&#8217;ansia spesso accompagnano la diagnosi di MCS.</p>
<p class="p2">Infine la MCS è come il dolore dell&#8217;arto fantasma cioè una risposta del cervello/corpo a uno stimolo avvenuto in passato al quale il cervello/corpo sta ancora reagendo.</p>
<p class="p2">Alcuni studiosi sostengono che l&#8217;esposizione intermittente a sostanze nocive, anche a livello subclinico, può creare ipersensibilizzazione in alcuni individui (R. Shapiro, 2009).</p>
<p class="p2">In questa sindrome il cervello/corpo tratta le sostanze benigne come nemiche. In risposta a una dose grande di tossina, o in risposta a un’esposizione più piccola e separata nel tempo, il sistema immunitario si attiva all’attacco e rimane in uno stato di allerta per molto tempo dopo che l’innesco iniziale è scomparso. Molte delle MCS si manifestano in persone estremamente sensibili che manifestano maggiore attivazione fisiologica e psicologica agli stimoli esterni e sono più suscettibili di altri a sviluppare disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e ansia. I loro corpi sembrano pronti, in qualsiasi momento, ad entrare in una modalità vagale ventrale non mielinizzata, pronta alla lotta o alla fuga (Aron, 1996)</p>
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<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
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<div class="layoutArea">
<div class="column">
<div class="page" title="Page 4">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p class="p1">Il percorso diagnostico è complesso, i test allergologici sono negativi perché i sintomi manifestati dal paziente derivano da una intossicazione e non da un’allergia.</p>
<p class="p1">Non esistono protocolli terapeutici di cura efficaci che consentano la remissione completa dei sintomi.<span class="Apple-converted-space">  </span>Spesso i pazienti necessitano di molteplici approcci di cura a cominciare dal cambiare stile di vita e abitudini per ridurre il contatto con gli agenti nocivi, al ricorso a cure farmacologiche, al ricorso ad una dieta ricca di antiossidanti per eliminare i radicali liberi e un’alimentazione con cibi genuini e non lavorati dall’industria. La componente psicologica come già evidenziato gioca un ruolo importante.</p>
<p class="p1">La MCS costituisce un vero e proprio trauma psichico per il paziente che spesso è costretto ad assumere ansiolitici e antidepressivi. Un ruolo importante nell’aiutare questi pazienti può derivare dal trattamento psicoterapico attraverso la terapia EMDR.</p>
<p class="p1"><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li class="p1">E. Aron, The highly sensitive person. New York: Broadway Books, 1996.</li>
<li class="p1">R. Shapiro, Treating Multiple Chemical Sensitivies with EMDR, in EMDR Solution II, 2009, Norton &#038; Company, New York).</li>
</ul>
<p class="p1"><em><strong>Caso clinico <span style="color: #ff0000;">*</span></strong></em></p>
<p class="p1"><em>Di seguito esporrò sinteticamente un caso di MCS trattato con psicoterapia EMDR.</em></p>
<p class="p1"><em>La paziente è un’operatrice sanitaria di 55 anni, coniugata.</em></p>
<p class="p1"><em>La sintomatologia clinica è caratterizzata da manifestazioni cutanee pruriginose che aumentano alla sera, alterazione diffusa della sensibilità cutanea, malessere generalizzato, impossibilità di sentire odori, profumi e usare lacche per capelli, cosmetici per viso, creme e prodotti per la cura del corpo.<span class="Apple-converted-space">  </span>Per l’igiene personale può essere utilizzata solo l’acqua. L’utilizzo di un prodotto nuovo per l’igiene genera una fastidiosa sensazione di calore al corpo. Presenta secchezza cutanea e alopecia da stress. Impossibilità di utilizzare alcuni capi di abbigliamento e calzature. Manifestazioni dolorose diffuse sono state indagate dal punto di vista reumatologico con esito negativo.</em></p>
<p class="p1"><em>Al momento della consultazione, febbraio 2023, la paziente soffre di MCS da due anni e assume Cimbalta (duloxetina) e Latuda (lurasidone). Al test SCL-90 presenta un elevato punteggio per il disturbo del sonno e per la somatizzazione.</em></p>
<p class="p1"><em>L’esordio della sintomatologia MCS avviene nel 2021 in concomitanza della seconda ondata di COVId-19. La paziente avverte un forte dolore alla gamba, persistente, indagato con risonanza magnetica che evidenzia un osteoma inseguito al quale contatterà lo specialista oncologo. Tale evento genera forte preoccupazione per la salute e costituisce già di per sé un evento traumatizzante.</em></p>
<p class="p1"><em>Dalla storia anamnestica si evincono importanti traumi in ambito familiare. Antecedente l’esordio della sintomatologia il figlio viene coinvolto in un grave incidente stradale cui sono seguite lunghe cure chirurgiche e riabilitative. Nello stesso anno un lutto importante intrafamiliare destabilizza la famiglia e la paziente. Segue l’arrivo della pandemia e la paziente, per esigenze interne alla struttura sanitaria dove lavora, viene trasferita in altro reparto dove viene sottoposta a turni di lavoro molto stressanti. Solo dopo il termine dell’emergenza sanitaria potrà riprendere l’attività lavorativa nel suo reparto originario.</em></p>
<p class="p1"><em>La storia passata mette in luce eventi traumatici quali la morte del padre e successivamente la scoperta di un disturbo di dipendenza del marito cui sono seguiti numerosi trattamenti riabilitativi.</em></p>
<p class="p1"><span style="color: #ff0000;">*</span>Il caso clinico è esposto con il consenso della paziente modificando alcuni dati.</p>
<p class="p1"><em><strong>Il trattamento con la terapia EMDR<span style="color: #ff0000;">**</span></strong></em></p>
<p class="p1"><em>La paziente è stata trattata con la terapia EMDR per la risoluzione dei traumi in particolare quelli antecedenti l’esordio sintomatologico.</em></p>
<p class="p1"><em>Il trattamento è stato impostato seguendo le seguenti fasi:</em></p>
<p class="p1"><em>-Installazione del posto sicuro e delle risorse per dare alla paziente stabilità, forza e fiducia in stessa.</em></p>
<p class="p1"><em>-Con EMDR sono stati trattati sia gli eventi traumatici inerenti l’esordio sintomatologico quali la diagnosi di osteoma e la diagnosi di MCS sia quelli antecedenti l’esordio della Sindrome stessa: l’evento pandemico, il trasferimento di reparto, i turni stressanti di lavoro.</em></p>
<p class="p1"><em>Successivamente sono stati trattati gli eventi del passato (lutti, incidente) e infine le situazioni trigger del presente (indossare alcuni tipi di camice, affrontare alcune situazioni specifiche legate all’ambiente ospedaliero) e le situazioni future fonte di preoccupazione.</em></p>
<p class="p1"><em>L’elevata tendenza alla somatizzazione impediva alla paziente di accedere al suo mondo interno e agli stati emotivi, il progredire della terapia EMDR ha favorito una maggiore capacità di sentire il corpo e di esperire con maggiore consapevolezza i propri stati emotivi.</em></p>
<p class="p1"><em>A mano a mano che i traumi venivano elaborati la paziente ha progressivamente riacquistato benessere, ha iniziato a utilizzare progressivamente prodotti cosmetici e per l’igiene personale giungendo in seduta anche con il viso abbellito dal trucco. Ha potuto indossare nuovamente alcune calzature in ambito lavorativo. In famiglia e nel luogo di lavoro è apparsa via via più serena.</em></p>
<p class="p1"><em>Sono state necessarie 10 sedute di psicoterapia EMDR e la paziente è ritornata ad uno stile di vita pressocché regolare. La condizione di benessere psicologico si è mantenuta anche dopo 6 mesi e la paziente ha sospeso il farmaco Latuda e ridotto il dosaggio di antidepressivo.</em></p>
<p class="p1"><span style="color: #ff0000;">**</span>La terapia EMDR, Eyes Movement Desensitization and Reprocessing, è una metodica messa a punto da Francine Shapiro ed è utilizzata per l’elaborazione dei sintomi del Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD).</p>
<p class="p1">L&#8217;EMDR è riconosciuta come metodo Evidence Based dalle maggiori organizzazioni della salute, nazionali e internazionali: dal Ministero Italiano della salute (2003), dall’American Psychological Association, dall’American Psychiatric Association, dall’International Society for Traumatic Stress Studies e dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità che l’ha riconosciuta nel 2013 come trattamento efficace per la cura del trauma.</p>
<p class="p1">Il trattamento EMDR si basa sul modello di elaborazione adattiva dell&#8217;informazione, AIP, secondo il quale il nostro cervello sarebbe in grado di elaborare spontaneamente tutte le informazioni che giungono dall’esterno. Quando l&#8217;elaborazione delle informazioni relative ad un determinato evento critico subisce un blocco nelle reti neurali ecco che allora l&#8217;individuo può manifestare disagio e sofferenza. Le informazioni cognitive dell&#8217;evento avverso, le sensazioni, le emozioni e la percezione psicologica del soggetto vengono immagazzinate e bloccate nella memoria. Questi blocchi possono originare dolore psicologico e disturbi a breve e a lungo termine come un Disturbo Acuto da stress o un Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) che se non riconosciuti e trattati possono trasformarsi in disturbi cronici e gravi.</p>
<p class="p1">Il trattamento attraverso l&#8217;EMDR facilita l&#8217;elaborazione delle informazioni bloccate e la risoluzione dei disturbi psicologici. Molti studi e ricerche dimostrano l&#8217;efficacia della terapia EMDR ed evidenziano le numerose modificazioni che avvengono nel cervello sia a livello strutturale sia a livello neurobiologico le quali garantiscono il raggiungimento di un profondo e duraturo benessere psicologico.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2024/04/23/trattamento-di-un-caso-di-sindrome-chimica-multisistemica/">Trattamento di un caso di Sindrome chimica multisistemica©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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		<title>Delitti in tempo di Pandemia. Il caso Saman. Riflessioni interdisciplinari per un approccio criminologico integrato©</title>
		<link>https://enzagidaro.it/2023/06/15/delitti-in-tempo-di-pandemia-il-caso-saman-riflessioni-interdisciplinari-per-un-approccio-criminologico-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 15:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2023/06/15/delitti-in-tempo-di-pandemia-il-caso-saman-riflessioni-interdisciplinari-per-un-approccio-criminologico-integrato/">Delitti in tempo di Pandemia. Il caso Saman. Riflessioni interdisciplinari per un approccio criminologico integrato©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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</div><div class="special-heading-border"><div class="special-heading-inner-border"></div></div></div><br />
<section  class='av_textblock_section av-koa03e26-057fd2c1370d33d69fcd3110062973c4 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p style="text-align: right;"><strong><em>&#8230;Uomini poi, a mal più ch’a bene usi Fuor mi rapiron de la dolce chiostra:</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Iddio si sa qual poi mia vita fusi&#8230;</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">Paradiso, Canto III</p>
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<div class="column">
<p style="text-align: justify;">La direzione centrale della Polizia Criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza ha pubblicato il primo Report sulla costrizione o induzione al matrimonio in Italia dopo l’entrata in vigore della legge n. 69/2019 che ha introdotto uno specifico reato con lo scopo di contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci, delle costrizioni e induzioni al matrimonio. Il reato di costrizione o induzione al matrimonio è disciplinato dal nuovo art. 558 bis c.p. introdotto nel codice penale dalla legge n. 69/2019 il c.d. Codice rosso, e recita quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;">“Chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica a chiunque, approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell’autorità derivante dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile. La pena è aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto. La pena è da due a sette anni di reclusione se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo reato prevede pene aggravate nel caso di minore età delle vittime, nell&#8217;ambito di un sistema di norme penali a tutela delle persone colpite da violenza di genere e domestica.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati del servizio di Analisi Criminale &#8211; che riguardano l’arco temporale compreso tra l&#8217;entrata in vigore del Codice rosso (il 9 agosto 2019) e il 31 maggio 2021 &#8211; si sono verificati 24 reati, l&#8217;85% dei quali commessi in danno di persone di genere femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">In un terzo di tali casi le vittime sono minorenni (9% infraquattordicenni e 27% tra i 14 e i 17 anni). Il 59% delle vittime sono straniere, in maggioranza pakistane, seguite dalle albanesi. Nel 73% dei casi gli autori del reato sono stati uomini anche in questo caso di nazionalità prevalentemente pakistana, seguita da quelle albanese, bengalese, bosniaca. Nel 40% dei casi i responsabili erano di età compresa tra 35 e 44 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Report aiuta ad analizzare il fenomeno &#8211; che ha radici storiche, culturali e talvolta religiose &#8211; e, individuando radici e contesti di riferimento, ha l’obiettivo di migliorare le strategie di contrasto.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati, inevitabilmente, fotografano una situazione sottodimensionata rispetto a quella reale: l’emersione di questo reato, infatti, non è facile perché spesso si consuma tra le mura domestiche e le vittime sono quasi sempre ragazze giovani, costrette ad abbandonare la scuola, talvolta obbligate a rimanere chiuse in casa nell’impossibilità di denunciare anche per paura di ritorsioni (Report Viminale, Febbraio, 2022).</p>
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<p style="text-align: justify;">La cronaca offre, nostro malgrado, innumerevoli scenari delittuosi sui quali è possibile compiere approfondimenti e riflessioni in relazione ai contesti ambientali, sociali, culturali e religiosi degli stessi per comprenderne il significato alla luce dei complessi cambiamenti sociali e valoriale del nostro tempo. L’efferata uccisione della giovane pakistana Saman Abbas, per opposizione al matrimonio combinato e forzato che la famiglia le aveva imposto, ci porta a compiere prima di tutto un’accurata analisi sul contesto culturale d’origine e sui processi integrativi e di adattamento in seguito all’immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Repubblica islamica del Pakistan si trova in Asia meridionale confinando con l’Iran, l’India, l’Afghanistan e la Cina e, dalle fonti di pubblico dominio sappiamo che, comprende quattro province (Belucistan, Khyber Pakhtunkhwa, Punjab e Sindh) e due territori le cosiddette Aree tribali ad amministrazione federale o FATA.<br />
La popolazione è costituita da numerosi gruppi etnici di cui ricordiamo i principali; punjabi (44,68 %), i pashtun (15,42 %), i sindhi (14,1 %), i sariaki (8,38 %), i mohajir (7,57 %) e i beluci (3,57 %).</p>
<p style="text-align: justify;">La religione è prevalentemente musulmana (95%), divisa nelle due correnti: 75% sunnita e 25% sciita, il rimanente 5 % è costituito da indù, cristiani, parsi/zoroastriani, bahai, sikh, buddisti e altri stando ai dati del censimento del 1998.<br />
Dal punto di vista del sistema giudiziario quello pakistano si basa su un sistema imperniato sulla Common Law influenzato dal diritto islamico e garantito dalla Costituzione. Comprende la Corte suprema (Supreme Court), un’Alta corte (High Court) per ogni provincia e per Islamabad e una Corte federale della sharia (Federal Shariat Court) (EASO, 2015).</p>
<p style="text-align: justify;">L’istituzione della famiglia in Pakistan mantiene una rigida struttura patriarcale. Le donne hanno il ruolo di mogli, madri, figlie ed è fortemente limitato loro l’accesso a istruzione, lavoro e cure. Esse sono particolarmente vulnerabili e a rischio di violenze che vengono perpetuate per vendetta in seguito ad un’offesa familiare, ad una questione d’onore dopo il rifiuto di una proposta di matrimonio o di un matrimonio concordato dalla famiglia d’origine, a motivazioni etniche o religiose.</p>
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<div class="column">
<p style="text-align: justify;">L’Human Rights Commission del Pakistan evidenzia che le vittime di delitti d’onore nel 2015 sono state di 1096 donne e di 88 uomini, di cui almeno 170 minori per ragioni dovute a dispute familiari e spesso concernenti la scelta del matrimonio o accuse di rapporti prematrimoniali. Secondo Human Rights Watch le misure di protezione per le donne e le ragazze da stupri, uccisioni, delitti di onore, vitriolage, violenza domestica e matrimoni forzati sono decisamente inadeguate.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Asian Legal Resource Center evidenzia come orribili usanze sociali e tradizioni patriarcali secolari, unite a rigide norme religiose hanno effetti devastanti sulle donne in Pakistan. Tradizioni come sawara, wani, sang chati, paitlikkhi e watta satta sono usanze per regalare ragazze, o avviare matrimoni forzati per risolvere conflitti e faide e purtroppo sono ancora incontrollate in molte parti del Pakistan: in zone rurali come Sindh, Belucistan, Punjab e le aree tribali nordoccidentali del paese. I matrimoni sono proibiti ma diffusi nelle zone rurali con ragazze minori di 16 anni e ragazzi di 18 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lingua urdu i termini Karo Kari designano il delitto d’onore, Karo significa uomo nero e Kari donna nera ad indicare con il colore nero la corruzione morale (Fumagalli, Ghilardi, Vietri, 2021).<br />
Le discriminazioni, disuguaglianze di genere e le violenze dipendono da status socio-economico di appartenenza, povertà e provenienza da aree rurali, differenze di educazione, accesso alla sanità, indipendenza economica e la mancata partecipazione politica soprattutto nelle aree rurali (Lacchei, Zavanella, 2019).</p>
<p style="text-align: justify;">Il matrimonio forzato si inserisce in un sistema familiare ancorato a pratiche culturali che prevaricano ogni tipo di diritto umano, è molto diffuso nel mondo e tanto per dare un’idea della diffusione del fenomeno esso è frequente nei paesi delle regioni mediorientali e del Golfo Persico; nel Bangladesh, India, Pakistan e Turchia; in alcuni Stati africani come Uganda, Marocco, Algeria, Libia e in alcuni paesi sudamericani come Brasile, Ecuador, Haiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per effetto della pandemia e delle sue conseguenze economiche nel 2020 più di 500 mila ragazze nel mondo potrebbero essere costrette a matrimonio forzato secondo The Global Girlhood Report 2020.<br />
Specificando le caratteristiche del Forced Marriage esso viene concluso senza il libero consenso degli interessati. La coartazione del consenso costituisce il criterio differenziatore dalle altre forme (matrimonio precoce e combinato) e integra una violazione dei diritti umani. La coartazione può includere la costrizione fisica, la pressione psicologica, finanziaria, sessuale ed emotiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia comunità di paesi del sud est asiatico e dell’Africa sono esposte al rischio di MF, tra i primi paesi si annoverano Bangladesh, Pakistan, India, Sri Lanka. Entrambi i gruppi sono caratterizzati tuttavia da una limitata presenza di donne (Le Onde Onlus, 2014). Numerose tristi vicende di Forced Marriage si annoverano negli ultimi anni tra cui ricordiamo la vicenda di Nojoud Ali costretta a sposarsi a nove anni con un partner trentenne, raccontata nel libro autobiografico: Io, Nojoud, dieci anni, divorziata, tradotto in 15 lingue e da cui è stato realizzato il film «La sposa bambina».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006 in Italia, a Brescia, Hina Saleem fu uccisa dal padre per aver rifiutato lo sposo designato.<br />
Nel 2021, ancora in Italia a Novellara, Saman Abbas è stata uccisa dai familiari per aver rifiutato il matrimonio da loro imposto. Novembre 2022, ultimo fatto simile a quello di Saman è il caso di una donna indiana, residente in Italia, costretta a contrarre matrimonio con un uomo residente in India. Le nozze contratte in India e trascritte nel registro civile del comune italiano sono state tempestivamente annullate dal Tribunale civile. Il matrimonio combinato sarebbe stato pianificato da tempo e avvenuto sotto minaccia della famiglia e del padre che la giovane donna ha denunciato riuscendo a salvarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle notizie che fornisce la cronaca il delitto si configura come delitto d’onore ma prima di ipotizzare che tale delitto è parte dell’Islam è fondamentale comprendere la tipologia di Islam a cui si fa riferimento in quanto le diverse scuole islamiche oltre ad ammettere diversi gradi di guida del Corano contemplano anche l’opinione e la motivazione del singolo soggetto. Come abbiamo già riportato all’inizio del nostro lavoro, in Pakistan il sistema giuridico è basato sulla Common Law e, in materia di diritto di famiglia i paesi islamici si ispirano alla sharia che favorirebbe l’applicazione dell’uso locale o di opinioni dei singoli “regolando” così il delitto d’onore1. Come Caruso e Travaini si esprimono, chiedersi se il delitto d’onore sia o no parte dell’Islam riceve “una risposta dai confini labili: dipende dalla scuola scelta, dal momento temporale e dal posto in cui ci si trova” (Caruso, Travaini, 2010, pag. 406). Dal punto di vista storico per tutto il XIX e XX secolo il delitto d’onore è stato agito per salvare l’onore di fronte alla famiglia e alla collettività, solo nel 1981 con la legge 442 del 5 agosto vengono abolite tutte le disposizioni sul delitto d’onore (Dambone, 2019).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista della criminogenesi del delitto diversi fattori favorenti entrano in gioco quali i codici sociali e familiari oltre alla legge musulmana della Sharja, le condizioni economiche e l’impoverimento dovuto alla Pandemia e la necessità di garantire da parte delle famiglie il mantenimento delle figlie, i processi migratori come fattore rinforzante l’identità e le difficoltà di integrazione e adattamento con il conseguente conflitto tra culture diverse, motivazioni etniche o religiose, l’opposizione del sistema familiare offeso per il rifiuto del matrimonio imposto e l’ostracismo ai processi di separazione e individuazione psichica e sociale intrapresi dalle ragazze e la necessità di ripristinare l’onore proprio per la presenza di un “parlamento di codici” interiorizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad un livello individuale più profondo prende spazio la cosiddetta “Comunità-fantasma” secondo il criminologo L. Athens, mentre ad un livello sociale entra in gioco la presenza di una comunità patriarcale e più precisamente nel sistema familiare dove hanno luogo le cosiddette “lealtà invisibili” di cui parla Boszormenyi-Nagy. L’approccio transgenerazionale dello psicoanalista considera le relazioni un tipo di legame che tiene conto della giustizia e dell’equità in seno alla famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un concetto centrale del suo pensiero è quello di lealtà, a livello individuale dunque psicologico, e a livello sistemico cioè sociale. “La lealtà dipende dall’unità sociale, che si fonda sulla lealtà dei membri del gruppo, il quale gruppo a sua volta dipende dai suoi membri e conta sulla lealtà di pensiero e motivazioni di ciascun membro in quanto individuo. Da qui il concetto di giustizia e, in particolare, di giustizia familiare. Quando non viene fatta giustizia, la situazione si traduce in ingiustizia, in malafede, nello sfruttamento dei membri della famiglia gli uni nei confronti degli altri, talvolta attraverso la fuga, la rivalsa o la vendetta, altre volte attraverso la malattia o l’incidente ripetitivo” (Schützenberger, 2016, pag. 30).</p>
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<div class="column">
<p style="text-align: justify;">È proprio trasferendo, ipoteticamente, questo concetto teorico al funzionamento generale del sistema famigliare della giovane di Novellara che possiamo comprendere come la lealtà consiste nel rispetto delle tradizioni, di rigidi schemi educativi, di regole secondo cui le donne sono subordinate agli uomini in ogni ambito. Il sistema valoriale del gruppo si contrappone fortemente all’emergere dell’individuo, alla sua individuazione e alla logica dell’individualismo. In questi sistemi culturali vige il valore del gruppo anziché il valore dell’individuo ed è impedita ogni forma di espressione, autorealizzazione, autodeterminazione e individuazione identitaria della donna che rimane in uno stato di subordine e arretratezza. La punizione viene organizzata e pianificata dall’intero sistema familiare, in essa vengono agite tutte le forme di violenza (psicologica, verbale, fisica) fino alla pianificazione della morte con il delitto d’onore per purificare la macchia arrecata al sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo psicoanalista ungherese già prima che un individuo nasca si stabilisce un fondamento di solidarietà e lealtà intrinseca in ogni famiglia. Gli antenati lasciano in eredità tutta la loro vita che viene successivamente trasmessa ai posteri attraverso le relazioni; nella storia genetica e di vita nell’arco di più generazioni in ogni famiglia vi è un codice che definisce meriti, vantaggi, responsabilità, impegni e ruoli laddove la fissità di questi ultimi assolve alla funzione dei bisogni della rete familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">In un sistema familiare lo shock creato dalla morte per delitto, come nel caso della giovane Saman, si trasmette geneticamente ai discendenti per effetto delle modificazioni biologiche indotte dallo stress. Le conseguenze di un trauma di questa portata ricadono sui soggetti feriti e sopravvissuti ma anche sulle generazioni future. A livello individuale le emozioni e i sentimenti del trauma non vengono elaborati e una risposta possibile è quella di avviluppare la rappresentazione del sé traumatizzata collocandola nella rappresentazione del sé di un bambino in via di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo meccanismo psichico gli effetti di un trauma vengono trasmessi alla generazione successiva che ha il compito di provvedere a elaborare e risolvere il trauma ereditato. Senza una risoluzione la trasmissione della rappresentazione traumatica continua con la speranza che qualcuno possa capovolgerla. Spesso l’eredità del trauma confluisce in un quadro sintomatologico o in un disturbo di personalità e comunque rimane influente e disturbante. Può anche accadere che dopo un trauma un soggetto possa apparire normale e non manifestare segni e sintomi. L’individuo della generazione successiva che riceve in eredità l’autorappresentazione traumatica deve sostenere un gran lavoro psicologico per cercare di affrontarla anche se non sempre questo esita in un successo. È fortemente possibile che, la rappresentazione traumatica sia esteriorizzata e tramandata in una persona in via di sviluppo in terza generazione o in quelle successive. Ad esempio con particolare riferimento all’Olocausto si parla di trasmissioni multigenerazionali tanto che studi sulle famiglie dei bambini ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti evidenziano che le autorappresentazioni depositate dei sopravvissuti sono molto vive nei nipoti.</p>
<p style="text-align: justify;">Specifici eventi traumatici possono essere trasformati o glorificati nel racconto alle generazioni successive e possono essere usati per incitare alla vendetta e giustificare gli sforzi per ripristinare l&#8217;onore o la dignità del gruppo vittima (Volkan 2000).<br />
Il soggetto divenuto adulto solitamente ha una conoscenza reale e storica dell’evento avverso accaduto ai genitori, ai nonni e ai bisnonni probabilmente attraverso la narrazione delle loro storie familiari, tutto questo influisce sul legame inconscio di poter affrontare il trauma e questa pesante eredità lega il soggetto, i membri di un gruppo alle generazioni future influenzandone la loro identità di gruppo (Volkan, 1996).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista dell’epigenetica gli studi sugli effetti generazionali dell&#8217;esposizione a traumi umani sono in una fase molto precoce e principalmente limitati alle ricerche focalizzate sull&#8217;esposizione della progenie a traumi dei genitori, come genocidi o guerre. Tuttavia, le esposizioni traumatiche collettive creano traumi comunitari che vanno oltre le esperienze individuali, perché l&#8217;impatto di atrocità diffuse modella l&#8217;esperienza collettiva dell&#8217;intera generazione, alterando le basi della cultura della società in cui vivono la persona e la prole. L&#8217;epigenetica spiega come le esperienze traumatiche precoci possono avere impatti per tutta la vita. Gli eventi avversi creano cambiamenti nell&#8217;espressione genica, cambiamenti epigenetici e alterazioni proposte nei fenotipi affettivi e comportamentali (Minelli, 2021).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ACEs (Felitti, Anda, 1998) evidenzia come la presenza di eventi avversi nella vita di un individuo e della famiglia predispongano ad una serie di disturbi fisici e della salute mentale nel corso della vita stessa. Tra gli eventi avversi si annoverano la violenza verbale, sessuale e fisica, la trascuratezza emotiva e fisica, la violenza domestica, problemi di salute mentale, perdita di uno o entrambi i care giver, dipendenza (alcolismo e tossicodipendenza), delinquenza. La presenza di più di 6 di questi fattori riduce l’aspettativa di vita di 20 anni, la presenza di più di 4 fattori ACEs aumenta la probabilità di ammalare di depressione e 12 volte il rischio di suicidio. Eventi avversi dunque influenzano la salute mentale e fisica lungo tutto il corso della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa digressione evidenzia come la storia di un individuo sia legata alla storia familiare e del sistema sociale di riferimento così come per il sistema familiare di Saman possiamo mettere in luce un sistema patriarcale, governato da rigide regole sociali, culturali, familiari e relazionali caratterizzate da omertà, sottomissione del genere femminile, pervasiva violenza psicologica caratterizzata da isolamento, denigrazione, minacce rivolte alla vittima ma anche, come evidenziato dalle cronache, alle figure di supporto (fidanzato e fratello). Intorno a Saman le figure femminili in particolare la madre si allontanano dal modello di care giver amorevole e accudente per diventare madri conniventi, assoggettate al volere maschile, madri maltrattanti, violente, che forniscono cure distorte, che rifiutano i figli, che li uccidono per credo religioso e culturale (Dambone, 2019).</p>
<p style="text-align: justify;">Il delitto consumato per ripristinare l’onore si caratterizza come un evento scioccante ed efferato che crea una rottura temporale e psicologica senza eguali nella mente di chi è scampato alla morte (fratello) e di chi conosceva la giovane dando origine a quella rappresentazione di sé traumatizzata di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire le nostre considerazioni ci pare utile affiancare al concetto di lealtà invisibile di Boszormenyi-Nagy quello di comunità- fantasma di Athens, cioè quella sorta di: [&#8230;] “parlamento” rappresentato da tante opinioni quanti sono gli altri significativi internalizzati nella nostra vita” (Ceretti, Natali, 2009, pag. 130). Secondo Athens le nostre comunità fantasma rimandano a qualcosa di più radicato di quanto possiamo cogliere nell’immediatezza di una situazione, sono ancorate nel passato e operano all’interno di circuiti neurali ripetutamente utilizzati, dopo che abbiamo reiteratamente assunto gli atteggiamenti altrui nel corso del tempo, e distillato le massime morali e le indicazioni per azioni che alla fine diamo per scontate (Ceretti, Natali, 2009, pag.131).</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine fantasma rimanda alla distinzione tra comunità fisica, reale, e quella che l’individuo porta dentro di sé, detta appunto fantasma poiché abita solo chi ne è portatore. Sono proprio i gruppi primari, costituti da genitori e amici, che hanno maggiormente influito sull’individuo di cui vengono internalizzati gli atteggiamenti che divengono gli interlocutori fantasma che continuano a influenzare e a presentificarsi nel soggetto in modo mascherato (Ceretti, Natali, 2009).</p>
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<div class="column">
<p>È importante ricordare come nella nostra società emerge il contrasto molto frequente tra culture diverse che può essere definito di natura primaria quando codici di culture differenti si scontrano intorno ad un confine contiguo, quando un gruppo conquista un altro gruppo e impone le proprie norme e codici e quando i componenti di un gruppo emigrano in un altro con norme e regole molto diverse. In tal caso il reato è commesso in quanto il soggetto resta fedele ai valori interiorizzati all’interno del suo gruppo d’origine e alle proprie norme di condotta (Caruso, Travaini, 2010).</p>
<p>In un quadro così complesso ogni possibile percorso per aiutare e trattare queste donne e avviare cambiamenti nasce non senza timore e rappresenta una vera sfida. Il reiterarsi del delitto d’onore in giovani donne pakistane (l’ultimo atto delittuoso risale a quindici anni fa) denota le innumerevoli difficoltà di innescare significative modificazioni culturali e sociali. La sfida nasce dalla possibilità di intervenire in favore di queste donne con interventi integrati preventivi e di cura a più livelli: sociale, lavorativo, psicologico, psicoterapico e riabilitativo grazie anche all’impulso fornito dal quadro legislativo nazionale.</p>
<p><em>BIBLIOGRAFIA</em><br />
<em>-P. Caruso, G. Travaini, L’onere dell’onore, Rassegna Italiana di Criminologia, n.3 anno 2010.</em><br />
<em>-A. Ceretti, L. Natali, Cosmologie Violente. Percorsi di vite criminali, 2009, Raffaello Cortina, Milano.</em><br />
<em>-C. Dambone, La violenza spettacolarizzata, 2019, Franco Angeli, Milano.</em><br />
<em>-V.J. Felitti, Anda R. F., Nordenberg D., Williamson D.F., Spitz A.M., Edwards V., Koss M.P., Marks J.S., “Relationship of Child-hood abuse and household dysfunction to many of the leading causes of death in adults. The Adverse Childhood Experiences (ACE) Study”; 1998, Maggio,”AM J. Prev MED”, 14(4): 245-58.</em><br />
<em>-L. Festinger, A Theory of Cognitive Dissonance, New York, Evanston, Row, Peterson, 1957, Trad. It. Teoria della dissonanza cognitiva, Franco Angeli, 1987.</em><br />
<em>-A. Minelli, “Epigenetic effects and transgenerational transmission of trauma: what can be the molecular signature of the EMDR”, 2021, Department of Molecular and Translational Medicine &#8211; University of Brescia – Italy.</em><br />
<em>Presentation in EMDR Virtual 2021. EMDR Europe Researche &#038; Practice Conference, 11-13 June, EMDR Responses to the Challenges of this Decade.</em><br />
<em>-A.A. Schützenberger, Le syndrome degli antenati, di Renzo Editore, Roma, 2016.</em><br />
<em>-D. Volkan Vamik, Bosnia-Herzegovina: Ancient Fuel of a Modern Inferno. Mind and Human Interaction, 7: 110-127, 1996.</em><br />
<em>-D. Volkan Vamik, Traumatized societies and psychological care: Expanding the concept of preventive medicine. Mind and Human Interaction, 11: 177-194, 2000.</em></p>
<p><em>Fonti di dominio pubblico e presenti sul Web</em></p>
<p><em>-Editoriale VitaInternazionale – www.vita.it</em><br />
<em>-European Asylum Support Office. Informazioni sui paesi di origine. Pakistan. La situazione nel paese: una sintesi. Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, 2015.</em><br />
<em>-M. Fumagalli, G. Ghilardi, M. Vietri, Non c’è onore nell’uccidere. Il delitto d’onore in Pakistan e nel mondo. Diritto internazionale in Civica. 15 maggio 2021</em><br />
<em>-A.Lacchei, E. Zavanella, Pakistan. Rapporto COI, disponibile al sito www.santannapisa.it/it/area- di-ricerca-dream, 2019.</em><br />
<em>-Matrimoni forzati: quando in gioco c&#8217;è la vita di una persona, /www.swissinfo.ch/ita/intervista-matrimoni-forzati&#8211; quando&#8230;/43692250, intervista a cura di Stefania Summermatter, 27.11.2017.</em><br />
<em>-Matrimonio Forzato in Italia: Una ricerca qualitativa. Forced Marriage in Italy: a qualitative research. Le Onde Onlus, Aprile 2014. Project “MATRIFOR &#8211; Approching forced marriages as a new form of trafficking in humans beings in Europa” Co-financied to European Commission DG Home Affairs &#8211; Directorate A – Internal security &#8211; Programme Prevention of and Fight against Crime. -www.osservatoriodirittiumani.it 2021</em><br />
<em>-https://poliziamoderna.poliziadistato.it -Colpevolidiesseredonne,C.Morabito,2008.</em><br />
<em>-Report Viminale. A cura del Dipartimento della Pubblica sicurezza &#8211; Direzione centrale della Polizia criminale &#8211; Servizio analisi criminale. Costrizione o induzione al matrimonio. Febbraio 2022.</em><br />
<em>-The Global Girlhood Report 2020; https://savethechildren.it</em></p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2023/06/15/delitti-in-tempo-di-pandemia-il-caso-saman-riflessioni-interdisciplinari-per-un-approccio-criminologico-integrato/">Delitti in tempo di Pandemia. Il caso Saman. Riflessioni interdisciplinari per un approccio criminologico integrato©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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		<title>Il disturbo da Tic©</title>
		<link>https://enzagidaro.it/2022/09/29/il-disturbo-da-tic-di-enza-gidaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 13:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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</div><div class="special-heading-border"><div class="special-heading-inner-border"></div></div></div><br />
<section  class='av_textblock_section av-koa03e26-057fd2c1370d33d69fcd3110062973c4 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1">Il disturbo da Tic è notoriamente un disturbo d’ansia ma ha anche una base neurologica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Si manifesta con tic motori del viso o degli arti e/o con tic di tipo vocalici.</p>
<p class="p1">Si riscontrano diversi fattori predisponenti e scatenanti. Trai i primi si annoverano fattori biologici e genetici, tra i secondi troviamo eventi stressanti, eccessive richieste dall’ambiente, traumi, rigidità educativa.</p>
<p class="p1"><strong>Vi sono diversi tipi di Tic: tic motori</strong>, (ammiccamenti, tic nasali, labiali, movimenti oculari, della lingua, delle spalle)</p>
<p class="p1"><strong>Tic motori complessi</strong>: saltellamenti, attorcigliare i capelli, odorare o toccare qualcosa.</p>
<p class="p1"><strong>Tic vocali</strong>: esempio schiarirsi la voce, fare schiocchi con la lingua, tossire.</p>
<p class="p1"><strong>Tic vocali complessi</strong>: ripetere parole o parti di esse o parole dette da altre persone.</p>
<p class="p1">Il tic vocale spesso interrompe una normale conversazione creando la sensazione di balbettio.</p>
<p class="p1">Secondo il <strong>DSM-5</strong> si distinguono:</p>
<ul>
<li class="p1"><strong>Il Disturbo transitorio</strong>, caratterizzato da un tic singolo o multiplo motorio e/o vocale e sono presenti da meno di un anno.</li>
<li class="p1"><strong>Il Disturbo cronico</strong> comprende la presenza di tic motorio e o vocale ma non entrambi presenti cioè motori e vocali insieme.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1"><strong>La Sindrome di Tourette</strong>, in questo caso tic motori multipli e uno o più tic vocali sono stati presenti allo stesso tempo anche se non necessariamente contemporaneamente. Essi devono essere persistenti per più di un anno.</li>
</ul>
<p class="p1">Alcuni criteri sono fondamentale per porre diagnosi:</p>
<p class="p1">I tic insorgono nell’età evolutiva, infanzia o adolescenza, possono manifestare diverse intensità in termini di frequenza, possono manifestarsi o anche ridursi.</p>
<p class="p1">Non dovrebbero essere causati dall’assunzione di farmaci ne a condizioni mediche (come in alcune malattie neurologiche).</p>
<p class="p1">Alcune condizioni mediche possono essere associate a Tic: disturbo della tiroide, sindrome delle gambe senza risposo, infezioni batteriche o virali, malattia di Lyme, distonie (contrazioni muscolari incontrollabili) o convulsioni. Per tale ragione è importante effettuare una valutazione neurologica per una corretta diagnosi.</p>
<p class="p1">Se gli attacchi di tic compaiono all’improvviso è importante considerare come causa una possibile reazione avversa a farmaci, un’esposizione tossica o un’infezione  ad esempio come lo streptococco.</p>
<p class="p1">Spesso il disturbo da tic è associato ad altri disturbi: d’ansia, il disturbo ossessivo compulsivo, ADHD.</p>
</div></section></p></div>
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<section  class='av_textblock_section av-koa05tu3-0ccccec208936deb94137a1fa5178b04 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>La terapia psicologica.</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Di fondamentale importanza sono le terapie psicologiche per la gestione dell’ansia,<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li class="p1" style="text-align: justify;">terapia cognitiva,</li>
<li class="p1" style="text-align: justify;">terapia comportamentale. Tra queste ricordiamo: la ERP, Esposizione e prevenzione della risposta, l’Habit Reversal Training aiuta il soggetto a prendere coscienza dei suoi tic e ad emettere una risposta contrastante col tic stesso quando sente l’urgenza del tic e a modificare le attività quotidiane per evitare le situazioni che portano al tic. Richiede addestramento con un impegno notevole a settimana. I bambini che hanno meno di dieci anni non sono buoni candidati per questa terapia,</li>
<li class="p1" style="text-align: justify;">la terapia EMDR per elaborazione degli eventi avversi vissuti dai bambini, spesso la storia evolutiva dei soggetti che soffrono di disturbo da tic evidenzia traumi relazionali o altri gravi eventi. La terapia EMDR porta alla risoluzione del trauma e alla riduzione dello stress post traumatico con un ripristino delle condizioni di benessere nonché una riduzione o scomparsa del disturbo,</li>
<li class="p1" style="text-align: justify;">tecniche di rilassamento e yoga per bambini.</li>
</ul>
</div></section></p></div>

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<p class="p1">Studi recenti, sembrano evidenziare molti altri fattori che possono favorire l’insorgenza del disturbo da Tic. Questi fattori sono quelli di cui il soggetto può una volta divenuto consapevole esercitare un controllo, cioè evitarne l’esposizione. S. Rogers Demare (2018) ricorda:</p>
<p class="p1">esposizione a calore o freddo, ad inquinanti ambientali, allergeni, intolleranze alimentari, trascorrere lungo tempo su dispositivi elettronici come computer videogiochi…</p>
<p class="p1">Dopo due anni di pandemia e il ricorso massiccio alla didattica a distanza molti bambini lamentano un disturbo da tic.</p>
<p class="p1">Sono importanti altre situazioni trigger come lo stress, la stanchezza, l’ansia, l’eccitazione…</p>
<p class="p1">Spesso i bambini vivono con molta ansia le loro prestazioni scolastiche, sono preoccupati del loro successo o insuccesso scolastico e del giudizio altrui, dei genitori e degli insegnanti, hanno tendenze perfezionistiche che creano loro stress. Talvolta sono preoccupati per quanto accade intorno a loro, per la salute dei loro cari. Vivono situazioni conflittuali.</p>
<p class="p1">L’attenzione alla salute psicologica ha portato alla nascita di molti approcci integrativi che possono favorire sollievo ai pazienti e alle loro famiglie:</p>
<ul>
<li class="p1">Interventi biomedici che affrontano squilibri fisiologici sottostanti,<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1">Terapia nutrizionale, gestione della dieta, disintossicazione,<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1">Modificazioni allergiche e immunitarie,<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1">Agopuntura,<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1">Apparecchi dentali,<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li class="p1">Identificazione ed evitamento del trigger: ricercare i fattori scatenanti dei tic e cambiare lo stile di vita può comportare un cambiamento positivo dei sintomi,</li>
<li class="p1">Neurofeedback o biofeedback (S. Rogers Demare, 2018, Tourette Syndrome. Stop your tics by learnig what triggers them, Association for Comprehensive Neurotherapy, Grosse Ill, USA).</li>
</ul>
</div></section></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2022/09/29/il-disturbo-da-tic-di-enza-gidaro/">Il disturbo da Tic©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stop al Bullismo!©</title>
		<link>https://enzagidaro.it/2021/05/04/stop-al-bullismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 22:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://enzagidaro.it/2021/05/04/stop-al-bullismo/">Stop al Bullismo!©</a> proviene da <a href="https://enzagidaro.it">Enza Gidaro</a>.</p>
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</div><div class="special-heading-border"><div class="special-heading-inner-border"></div></div></div><br />
<section  class='av_textblock_section av-koa03e26-057fd2c1370d33d69fcd3110062973c4 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;">Il <strong>bullismo</strong> è un fenomeno complesso e diffuso che colpisce bambini e ragazzi.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Di norma il bullo agisce deliberatamente e in modo continuativo comportamenti di prepotenza verso un altro soggetto, la vittima, che si trova in condizione di svantaggio, timidezza o debolezza.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Si tratta di un fenomeno che ha svariate manifestazioni.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Bullismo verbale</strong>: si caratterizza per messaggi di scherno, derisione, ingiurie, minacce, diffusione di commenti falsi e diffamatori sulla vittima.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Fisico</strong>:<span class="Apple-converted-space">  </span>consiste in aggressioni, spintoni insieme a minacce.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Psicologico</strong>: caratterizzato da esclusione dal gruppo, comportamenti che mettono in ridicolo o che umiliano la vittima.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Di gruppo</strong>: le azioni del bullo avvengono anche attraverso il coinvolgimento di amici o compagni di classe. In questo caso i presenti possono svolgere il ruolo di sostegno al bullo, di osservatori esterni o di difensori della vittima.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Cyberbullismo</strong>: il fenomeno del bullismo viene agito attraverso l’uso della rete, del web, dei social network e i dispositivi elettronici.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sia la vittima, sia il bullo necessitano di aiuto psicologico.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il <strong>bullismo</strong> in tutte le sue forme crea nella vittima un disagio psicologico continuo e pervasivo con conseguenze molto importanti. Paure, fobie, sensazione di impotenza, alterazione dell’umore, paura di andare a scuola ed esporsi agli attacchi del bullo o del gruppo, rifiuto scolare, ansia, depressione, ritiro sociale, idee sul sé negative che alimentano che la vita non merita di essere vissuta o che non si è degni di stare al mondo e che possono esitare in gesti estremi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
</div></section></p></div>

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<section  class='av_textblock_section av-koa05tu3-0ccccec208936deb94137a1fa5178b04 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;">Nel disegno allegato si può osservare il messaggio scritto da una ragazza della scuola secondaria di primo grado.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Gli insulti feriscono l’anima, sono indelebili, colpiscono il sé e l’autostima, aumentano il senso di fragilità personale e portano ad un atteggiamento di holplessness, di perdita di speranza, di sfiducia verso sé stessi, gli altri e il mondo.</p>
</div></section></p></div>
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<section  class='av_textblock_section av-koa05tu3-0ccccec208936deb94137a1fa5178b04 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;">Anche il bullo ha bisogno di essere aiutato, ascoltato, capito e compreso nei suoi bisogni emotivi, ma soprattutto è necessario modificare il senso di prepotenza e prevaricazione che compensa la sua autostima. Le azioni negative lo fanno sentire forte e le strategie di risoluzione dei problemi ripropongono modelli relazionali appresi disfunzionali e di tipo aggressivo.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">I bambini devono imparare sin da piccoli modalità relazionali e di comunicazioni non violente e gli adulti che li circondano devono assolvere questo importante compito educativo.</p>
</div></section></p></div></p>

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<section  class='av_textblock_section av-koa05tu3-0ccccec208936deb94137a1fa5178b04 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;">Questo disegno di bambina di terza elementare evidenzia la disposizione d’animo a contatti e relazioni positive.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">I bambini devono essere incoraggiati a buone soluzioni attraverso l’esempio comportamentale degli adulti.</p>
</div></section></p></div>

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<section  class='av_textblock_section av-koa05tu3-0ccccec208936deb94137a1fa5178b04 '   itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock'  itemprop="text" ><p class="p1" style="text-align: justify;">In questo bambino di quarta elementare lo sviluppo dei comportamenti pro-sociali riflette l’azione educativa del suo ambiente.</p>
</div></section></p></div>

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<p class="p1" style="text-align: justify;">Aiutare vittime e bulli è fondamentale, ma soprattutto l’aiuto deve essere tempestivo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Chiedere aiuto da parte dei ragazzi è importate per prevenire situazioni patologiche gravi e complesse e restituire ai giovani la gioia di vivere.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Quando i bambini raccontano: “<em>mamma, papà: quello mi scherza, mi dice ciccione, orecchie di maiale… io gli ho detto di smettere ma non lo fa</em>” oppure: “<em>L’ho detto alla maestra, ma lei non ha fatto niente</em>”, gli adulti non devono pensare: “<em>…tanto sono cose da bambini…si devono arrangiare”</em>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">I genitori<span class="Apple-converted-space">  </span>devono favorire il dialogo, ascoltare, sostenere i propri figli, insegnare loro strategie di fronteggiamento, confrontarsi e collaborare con la scuola. Gli insegnanti hanno il compito di osservare, aiutare e comunicare con le famiglie. È fondamentale mantenere la comunicazione coi ragazzi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Gli adulti hanno il dovere morale verso i ragazzi e verso la società nel fare tutto quanto è in loro potere per contrastare il fenomeno. Se gli adulti non intervengono nell’offrire aiuto o supporto i bambini e i ragazzi si sentono impotenti, non importanti e consolidano l’idea che gli altri non sono disponibili. In tal modo cercano di trovare da soli soluzioni che non sempre sono appropriate e talvolta hanno conseguenze molto gravi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ragazzi, bambini, genitori e insegnanti necessitano di supporto psicologico, pedagogico e di aiuto specialistico.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">L’intervento psicoterapeutico può aiutare sia la vittima sia il bullo a guarire le ferite profonde, migliorare l’autostima e l’auto efficacia, la capacità relazionale, ma soprattutto restituire benessere e fiducia in se stessi e nella vita.</p>
</div></section></div>
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